VIAGGIO IN COREA DEL SUD: COSA VEDERE E CONSIGLI UTILI PER UN ITINERARIO DI DUE SETTIMANE

by Aledandelion

ITINERARIO DI DUE SETTIMANE IN COREA DEL SUD

Per la prima volta volo in estremo oriente: dopo aver visitato diverse mete nel sud est asiatico è giunto il momento di spingermi ancora più ad est: eccomi in Corea del Sud.

In questo articolo troverai tutti i miei consigli su come organizzare e su cosa visitare in due settimane in Corea del Sud

modernità e tradizione a Seoul
Modernità e tradizione a Seoul

DUE SETTIMANE IN COREA DEL SUD: ITINERARIO

Io ho viaggiato da sola e non ho avuto nessun problema: la Corea del Sud è un paese molto sicuro, anche se la criminalità, soprattutto, purtroppo, i reati contro le donne (catcalling, molestie, stalking) esistono anche qui. Io per sicurezza ho evitato di frequentare le zone della movida la sera tardi e ho evitato di dire che viaggiavo da sola.

Il mio itinerario è stato così suddiviso:

3 notti a Seoul, 3 notti a Jeju, 2 notti a Busan, 1 notte Gyeongju (in un hanok tradizionale), 1 notte nel tempio Golgulsa con il programma Temple Stay, 3 notti Seoul.

Col senno di poi, e con giorni illimitati, avrei fatto 3 notti a Busan, 2 a Gyeongju per visitare anche i dintorni (ci sono due splendidi templi nelle vicinanze, il Bulguksa e il tempio sotterraneo Seokguram) e una o due notti in più a Seoul perché c’è davvero tanto da fare e da vedere!

COME SPOSTARSI IN COREA DEL SUD

Ho raggiunto Jeju con un volo di Korean Air. Consiglio di comparare i costi su Skyscanner perché ci sono diverse compagnie che coprono la tratta e soprattutto di valutare se il bagaglio da stive è incluso nella tariffa che visualizzi: io infatti ho scelto Korean Air perché col  bagaglio da stiva incluso il prezzo era inferiore rispetto ad altre compagnie. Sono partita dal secondo aeroporto di Seoul, Gimpo, facilmente raggiungibile con la metropolitana. Ho pagato circa 30 euro e il volo dura circa un’ora.

Da Jeju ho poi preso un volo per Busan con un volo sempre di Korean Air. Meno di un’ora, pagato 35 euro.

Da Busan ho raggiunto Gyeongju con un bus extraurbano. Qui devo aprire una parentesi perché questa città è raggiungibile anche con il KTX (il treno ad alta velocità) ma la stazione si trova a una mezz’ora di bus o taxi dal centro, mentre la fermata del bus extraurbano è proprio in centro. Per contro, però, la stazione di Busan da cui ho preso il bus è molto fuori dalla città ma raggiungibile facilmente con la metro; qui la procedura per l’acquisto del biglietto è stata un po’ complessa perché nessuno parlava inglese e le indicazioni erano solo in coreano, ma alla fine ci sono riuscita! In ogni caso vi consiglio di recarvi in questa stazione con un po’ di anticipo.

Sono poi rientrata a Seoul con il KTX da Gyeongju perché ho prenotato un albergo proprio davanti alla Seoul Station, altrimenti avrei preso il bus: più economico e di poco più lungo come tempo di percorrenza. Devo ammettere che l’esperienza con il KTX non mi è piaciuta: scomodo lo spazio per le valigie: io avevo un trolley piccolo, ma non sono riuscita a posizionarlo nella cappelliera perché era troppo alto, quindi l’ho infilato sotto al sedile ma non ci stava e quindi ho fatto due ore e 40 con le ginocchia in gola, molto lungo e confusionario il percorso per uscire dalla Seoul Station e abbastanza costoso, circa 45 euro. 

DUE SETTIMANE IN COREA DEL SUD: INFORMAZIONI UTILI

Per affrontare un viaggio in Corea del Sud è necessario utilizzare alcune applicazioni assolutamente necessarie: 

  • NAVER MAP: un navigatore, in quanto Google Maps non funziona per la navigazione in Corea del Sud. Puoi salvare i luoghi da visitare, controllare i dintorni ma non puoi utilizzarlo per calcolare gli spostamenti. Diventa quindi fondamentale utilizzare Naver Map che stima con assoluta precisione anche i tempi di attesa dei mezzi pubblici, fornendo tutte le informazioni su tragitti, fermate ecc. L’unico lato negativo di questa app è che a volte è difficile trovare il luogo dove si vuole andare, credo a causa della traslitterazione: ad esempio il mio albergo di Seoul, che si chiama Hotelette (anche sulla facciata la scritta in caratteri latini era così), su Naver Map è presente come “Hotelit”. E questo per tanti altri posti… quindi ci vuole un po’ di pazienza e spirito di improvvisazione. Ti consiglio di salvare i luoghi in cui soggiorni in una apposita lista in modo da porterli raggiungere facilmente. Un’altra app per la navigazione è KAKAO MAP, ma inon l’ho mai utilizzata, nonostante la avessi scaricata.
  • PAPAGO: app per tradurre dal coreano all’inglese (ti consiglio di impostare l’inglese perché con la traduzione coreano – italiano non funziona benissimo, escono delle traduzioni un po’ assurde). Su Papago è possibile tradurre le foto (utilissimo per i menu) o le voci. Ti consiglio di scaricare la tastiera coreana sul tuo telefono: mi è capitato di dare il telefono in mano ai local, loro scrivevano, e Papago mi traduceva in inglese.
  • KAKAO TALK: è l’equivalente di Whatsapp (che in Corea del Sud non si utilizza). Io l’ho scaricato prima di partire e mi sono iscritta ma non l’ho mai utilizzato.
  • KLOOK: app per prenotare tour ed esperienze (simile a Viator). L’ho utilizzato per prenotare il biglietto di ingresso alla torre Busan X The Sky ma ci sono davvero tanti tour e attività! Col senno di poi avrei prenotato un tour organizzato di Jeju per evitare di passare tutto il giorno sul bus di trasporto pubblico.
T-money card
T-money card super cute con i personaggi di Kakao Talk
Busan bus station
La situazione alla stazione di Busan
Starbucks Busan X The Sky
Lo Starbucks più alto del mondo, al 99 esimo piano della torre Busan X The Sky
  • TRASPORTI: il trasporto pubblico in Corea del Sud funziona benissimo. Nel mio viaggio di due settimane ho utilizzato di tutto: autobus urbani, autobus extraurbani, metro, treno veloce, aereo, cabinovia… è fondamentale avere la T-Money card che si può acquistare nei convenience store e che va ricaricata solo in contanti presso questi negozi o in apposite macchinette nelle fermate della metro. Funziona in tutte le città della Corea del Sud, anche a Jeju, ed è necessario passarla sul lettore sia in entrata che in uscita. Di solito una corsa costa 1300 – 1700 Won (circa 80 – 1,20 euro). La T-Money può essere utilizzata anche per fare acquisti nei convenience store; all’ingresso dell’aeroporto di Incheon sono presenti delle macchinette per recuperare il credito residuo prima di lasciare la Corea del Sud. Quando si passa la card sul lettore dei tornelli o del bus viene visualizzato il costo della corsa e il credito residuo. Per quanto riguarda il treno ad alta velocità da Busan a Seoul ho prenotato il biglietto online prima della partenza, in quanto possono esaurirsi velocemente. Per il tragitto dall’aeroporto di Incheon a Seoul città ho preso all’andata l’Airport Limousine Bus, un autobus che ferma davanti ai principali alberghi in quanto mi permetteva di raggiungere il mio hotel senza fare cambi di linee (dopo 18 ore di volo e poche ore di sonno ho preferito fare così), e al ritorno l’Arex, il treno espresso, più economico e veloce. Il biglietto si può fare alle macchinette presenti alla Seoul Station. L’altro aeroporto di Seoul, Gimpo, da cui ho preso l’aereo per Jeju, è facilmente raggiungibile con la metro.
  • PAGAMENTI: in Corea del Sud è diffusissimo il pagamento elettronico, ma ti consiglio di prelevare alcuni contanti per ricaricare la T-Money e per lo street food, anche se tanti banchetti hanno il POS. Quando fai acquisti in negozi che espongono il cartello Tax Free presenta il passaporto per ottenere un rimborso. In alcuni casi, come da Olive Young, il famosissimo negozio di skincare e cosmetici, il rimborso Tax Free viene scontato direttamente dallo scontrino, mentre negli altri casi andrà chiesto il rimborso agli sportelli dell’aeroporto di Incheon. Bisogna spendere più di 30K won (circa 21 euro).
  • CIBO: i coreani adorano mangiare fuori! Troverai ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche. Di solito il cibo è piccante, anche se nei ristoranti più turistici chiedono il livello di piccantezza. Per me il “mild”, il livello più basso, è stato troppo piccante! Molto buono ed economico il sushi, soprattutto negli izakaya, ristorantini che si rivolgono a una clientela business, dove la maggior parte dei tavoli può isolarsi grazie a delle porte e dove gli uomini parlano di affari. Altro locale che troverai dappertutto sono le caffetterie, soprattutto corner che prevedono il solo asporto, dove ordinare bevande di caffè, tè, o succhi, di millemila tipi. I coreani bevono anche in inverno il loro Ice Americano, ma per chi preferisce bevande aromatizzate al caramello, cioccolato, calde, fredde ecc c’è davvero l’imbarazzo della scelta! Spesso si ordina da un totem, e a volte la traduzione inglese non è presente: in questo caso diventa fondamentale utilizzare Papago per tradurre in tempo reale le scritte sul totem e dopo il pagamento viene emesso un ticket con cui ritirare la bevanda al bancone (attenzione perché a volte non c’è lo schermo e il numero viene chiamato il coreano…). Una esperienza da fare assolutamente è il barbecue: si sceglie il taglio di carne e la si cucina su una griglia, andando poi a mangiarla con diversi contorni! Purtroppo la maggioranza di questo tipo di ristorante non accetta viaggiatori singoli.
  • COLAZIONE: Questo è un po’ un tasto dolente. Io ho alloggiato in alberghi abbastanza economici e non avevo la colazione inclusa e, come in tutta l’Asia, è difficile trovare una colazione simile a quella che si fa in Italia. Io mi sono organizzata in vari modi: a volte ho comprato dei dolcetti nei convenience store o nelle bakery da consumare nella mia stanza in albergo prima di uscire, oppure cercando su Google Maps delle caffetterie con posti a sedere aperte (non quindi quelle solo con il corner dove prendere bevande da asporto). Ci sono diverse catene dove poter far colazione: Paris Baguette (anche se la scelta di bevande calde è limitata e a volte non ci si può sedere), The Coffee bean and Tea Leaf, A Twosome Place, il solito Starbucks e tantissimi altri… Queste colazioni sono però costose per gli standard coreani (circa 7-8 euro per bevanda e dolce o panino), a volte a pranzo spenderai di meno! A Seoul ho adorato Beargels Coffee, specializzato in bagel dolci e salati. Addirittura è possibile scegliere un cream cheese aromatizzato e un bagel a scelta. Un altra bakery con alcune sedi a Seoul è Onion: ottimo il cornetto ricoperto di cioccolato al sale.
Beargrills
Bagel a colazione da Beargrills
Caramel macchiato
Caramel macchiato in una caffetteria
Brioche da Onion Cafè
Brioche da Onion Cafè
  • ASSICURAZIONE: è sempre fondamentale quando si viaggia stipulare un’assicurazione di viaggio prima di partire: io ho scelto Heymondo ma non ho dovuto utilizzarla (per fortuna!).
  • INTERNET: il wifi è diffuso dappertutto, anche sui bus, ma io per essere sempre connessa e utilizzare Naver Maps e Papago ho comprato all’aeroporto appena atterrata una SIM card della durata di due settimane. Ero partita con l’idea di noleggiare il pocket wifi, in quanto sarebbe stato più economico, ma all’aeroporto era possibile noleggiarlo solo per 7 o 30 giorni. Quindi allo stesso prezzo ho preferito fare la SIM card per due settimane al costo di 44 euro.
  • CLIMA: io sono stata in Corea del Sud durante le ultime due settimane di novembre, dopo l’arrivo del freddo: infatti, avevo visto su Instagram che le prime due settimane erano state molto miti. Ho goduto degli ultimi colori autunnali, soprattutto a Busan e a Gyeongju, mentre a Seoul ho preso molto freddo: un giorno ha addirittura nevicato! Nelle altre città il clima è stato molto più mite, e a Jeju addirittura primaverile con 20 gradi durante il giorno, anche se mi hanno detto che qualche giorno prima del mio arrivo ha fatto una tempesta di pioggia e vento molto forte. Ho trovato la pioggia due giorni, a Seoul.
  • VOLO: io ho viaggiato in bassa stagione, partendo e tornando di martedì. Quindi sono riuscita ad abbattere i costi, pur prenotato solo un mese e mezza prima. Ho pagato infatti con Ethiad 680 € a/r con bagaglio da stiva. Col senno di poi, avrei preferito un volo di una compagnia europea, con scalo in Europa, perché passando dagli Emirati i tempi si allungano, soprattutto al ritorno.
Foliage a Gyeongju
Foliage a Gyeongju
Freddo a Seoul
Freddo a Seoul
Tramonto spettacolare dalla Namsan Tower, Seoul
Tramonto spettacolare dalla Namsan Tower, Seoul

Se vuoi leggere nel dettaglio cosa vedere e fare in ciascuna delle città che ho visitato in Corea del Sud, leggi qui:

SEOUL

BUSAN

GYEONGJU 

TEMPLE STAY

JEJU

Ho raccontato il mio viaggio nel dettaglio anche su Instagram, guarda l’archivio delle mie stories e scrivimi se hai dubbi o curiosità sull’organizzazione di un viaggio in Corea del Sud!

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